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La tecnologia Lin-wine

Una pratica enologica innovativa che, grazie a una opportuna applicazione della tecnologia del freddo, consente di portare nel bicchiere di vino tutto ciò che di meglio l’uva esprime.

Questa tecnica – un processo grazie al quale ogni singolo acino viene parzialmente congelato prima di essere pressato – è stata sviluppata dalla Università di Verona (Corso di laurea in Scienze e Tecnologie viticole ed enologiche) in collaborazione con Linde Gas Italia.


Progetto realizzato con il contributo della Regione Veneto -
articolo 10 della Legge regionale 4 aprile 2003, numero 8.
Aderiscono tutte le aziende del Distretto Veneto del Vino.

 

La tecnologia Lin-wine - Il processo

Una tecnica industriale innovativa

Blocco della attività enzimatica durante la lavorazione delle uve, ma anche crioestrazione, crioselezione del mosto.

La crioestrazione selettiva è una tecnica che, attraverso un parziale congelamento dell’uva prima della pressatura, permette di ottenere vini bianchi di maggiore qualità. Abbassando la temperatura del grappolo, fino a congelare le parti più esterne di ogni singolo acino, viene infatti inibito ogni processo enzimatico, così da impedire qualsiasi fenomeno degenerativo prima della fermentazione (tirosinasi, laccasi, lipossigenasi e altri enzimi degenerativi), molto spesso causa di una elevata perdita di qualità del prodotto finito.

Questa tecnica permette – oltre al blocco dell’attività enzimatica – di ottenere una serie di effetti supplementari, a seconda delle temperature a cui viene portata l’uva: crioestrazione, crioselezione e crioconcentrazione.

Con Lin-Wine – questo il nome scelto per questa nuova tecnica – si producono vini migliori, che hanno in sè tutto il corredo organolettico dell’uva da cui nascono. Fondamentale, in questo, l’integrità del frutto, un obiettivo a cui concorre in modo decisivo il parziale congelamento dell’acino, in quanto permette di procedere alle prime trasformazioni (pigiatura ed estrazione) in una situazione in cui gli enzimi sono stati resi inattivi. Evidenti i vantaggi di questa procedura anche a livello industriale, per le grandi produzioni: appena l’uva entra in cantina viene raffreddata, evitando gli effetti negativi delle temperature elevate di raccolta.
 

La tecnologia Lin-wine - La tecnologia in pratica

La sperimentazione ha permesso di definire le caratteristiche dell’impianto di produzione e di garantire prestazioni ottimali


Da un punto di vista strutturale l’impianto è composto da un serbatoio di stoccaggio di azoto liquido (di dimensioni adeguate, così da garantire l’autonomia produttiva stabilita) collegato all'impianto di raffreddamento da una una linea criogenica debitamente coibentata.

Il processo consiste nel raffreddare l’uva e portarla al livello di congelamento desiderato: la combinazione tra il tempo di passaggio dell’uva nell'impianto di raffreddamento e la temperatura (che dipende direttamente dalla quantità di azoto immessa) determina quanta parte dell’acino verrà congelata. Ovviamente è anche possibile determinare quanta dell’acqua presente all’interno dell’acino sarà congelata, così da diminuirne la presenza nel mosto.

Dopo tre anni di sperimentazione è stato finalmente possibile mettere a punto nei minimi particolari un impianto specifico per la crioestrazione selettiva, così da massimizzare i risultati di questo tipo di applicazione. Si tratta, in effetti, di un processo apparentemente semplice, ma solo grazie a un lungo e attento lavoro interdisciplinare si è arrivati a ottenere risultati rilevanti.

La vendemmia 2005 è una data importante nella storia di Lin-Wine, in quanto entra in attività il primo impianto di produzione per la crioestrazione selettiva, una linea con una capacità tale da non poter essere annoverata fra le “soluzioni pilota”, costruita per trattare volumi di uva consoni alla produzione di una realtà come la Cantina di Custoza, dove è stata installata.
Questa nuovissima linea risolve ogni problema di capacità produttiva, trattando in un tempo limitato tutta l’uva necessaria al riempimento di una pressa standard. Questa è la sfida vinta da Linde Gas, che ha progettato un impianto estremamente flessibile, nel quale i grappoli vvengono caricati su un nastro trasportatore e alla fine del processo giungono per caduta direttamente nella pressa.
La grande flessibilità di questa linea criogenica permette all’enologo o al cantiniere di poter disporre di tutti i risultati che Lin-Wine offre, dal blocco della attività enzimatica alla crioconcentrazione: basta scegliere il giusto rapporto tra tempo e temperatura per ottenere un congelamento più o meno spinto.

 

La tecnologia Lin-wine - Il vino - I vantaggi

I vini bianchi che nascono dalla crioestrazione selettiva sono profondamente diversi dai campioni di confronto, ovvero da quelli ottenuti con tecniche convenzionali. Rivelano, innanzitutto, una stupefacente ricchezza di aromi primari, dei profumi dell’uva di cui sono espressione, soprattutto di quegli elementi costitutivi più ossidabili, che normalmente si perdono nelle prime fasi di lavorazione.

La crioestrazione selettiva consente di ottenere vini bianchi dalle caratteristiche indubbiamente più marcate, personali... vini estremamenti caratterizzati, che all’analisi sensoriale si fanno notare per una evidente maggiore complessità, per la struttura e la loro armonia.
Questi vini esprimono la loro eleganza nel medio e lungo periodo: hanno infatti bisogno di qualche mese di affinamento in più per poter regalare tutta la loro gradevolezza. Un vino bianco da uve veronesi, solo per citare un esempio, è godibile già a marzo-aprile; un vino che nasce da uve trattate con la crioestrazione selettiva è “pronto” qualche mese più tardi, verso maggio-giugno. Non solo: il vino Lin-Wine offre maggiore serbevolezza e prospettive decisamente migliori di evolversi positivamente nel tempo.
Dalle analisi dei vini ottenuti da uve lavorate con la crioestrazione selettiva è emerso un più alto livello di estratti, un maggiore residuo secco, più zuccheri e una maggiore acidità rispetto ai vini di controllo, elementi che si fondono – come abbiamo già ricordato – in una grande complessità e garantiscono persistenza al vino.
Si è rilevato, inoltre, la marcata presenza delle sostanze che contribuiscono in modo sostanziale alla complessità e alla finezza aromatica dei vini bianchi (esteri acetici degli alcoli superiori, che donano al vino l’aroma di fruttato, e gli esteri etilici degli acidi grassi, responsabili della sensazione di fruttato maturo).
Molti i vantaggi a livello industriale, di processo, strategici e di prodotto

Un processo innovativo richiede investimenti. Investimenti che per le aziende che decidono di ricorrere a questa nuova tecnologia si trasformano in una lunga serie di concreti vantaggi.

vantaggi industriali e di processo
- La vendemmia può essere effettuata senza vincoli temporali (giorno e notte, caldo o freddo)
- Massima libertà nella organizzazione delle consegne conferitori
- Risparmio energetico: non serve più il forte raffreddamento iniziale del mosto nei tini
- Disponibilità di una tecnologia versatile, con la quale è possibile attuare diverse lavorazioni sull’uva
- Minore ricorso ad addittivi chimici e trattamenti in cantina
- Costo per chilogrammo d’uva assolutamentre contenuto

vantaggi di prodotto
- Produzione di vini migliori in termini di concentrazione, zuccheri, serbevolezza, caratteristiche organolettiche e sensoriali

vantaggi strategici
- possibilità di rispondere alla evoluzione del gusto con vini che sappiano interpretare le attese dei consumatori
- Possibilità di arricchire la propria gamma con vini concentrati, da dessert, con una tecnologia che non richiede processi complessi o di lunga durata
- Uno strumento perfettamente adatto alla creazione di vini di altissima gamma, veri e propri “top wine”

 

La tecnologia Lin-wine - La storia

La vendemmia 2005 segna l’inizio del quarto anno di sperimentazione per questa nuova tecnologia dedicata ai vini bianchi


Il freddo offre opportunità interessanti a molti processi industriali. Ma solo una sperimentazione attenta e continua, nella quale convergono competenze e capacità diverse, consente di dare vita a processi industriali nuovi che siano realmente efficaci, codificati.
L’idea di trattare l’uva con azoto liquido, così da preservarne al massimo le caratteristiche organolettiche, è stata testata per la prima volta durante la vendemmmia 2002. I ricercatori dell’Università di Verona, in collaborazione con i tecnici di Linde Gas Italia, in quei mesi ebbero finalmente la possibilità di fare i primi test per iniziare a valutare concretamente la bontà della loro intuizione. Le prime prove avvennero presso la cantina La Cavalchina di Custoza, con una attrezzatura per il raffreddamento artigianale e piccole quantità di uva a disposizione.
Ma per quanto il tutto fosse stato organizzato con mezzi e strutture limitate, i risultati furono tali da dimostrare che c’era spazio per avviare un progetto di ricerca applicata ben più importante.

La seconda, importante tappa fu la vendemmia 2003, con un programma di test e di prove molto più significativo, grazie anche al rapporto di collaborazione con la Bolla di Soave. Presso la cantina di vinificazione vennero raffreddati e pressati quantitativi di uva ben superiori alla vendemmia precedente, sufficienti a raccogliere dati illuminanti sulle enormi potenzialità della crioestrazione selettiva.

La sperimentazione alla Bolla segnò il vero decollo del progetto e – con la vendemmia 2004 – suscitò l’interesse di altri partner di primaria importanza nel mondo viticolo ed enologico italiano, estremamente incuriositi dai valori registrati nelle prime “prove di vino” realizzate: alla Cantina di Custoza venne dunque installato uno speciale impianto sperimentale, specificamente ideato e realizzato sulla base delle informazioni raccolte; alla Cantina di Soave, contemporaneamente, fu installata una seconda macchina che permise di testare le nuove procedure con un impianto diverso, che richiedeva uno spazio inferiore.
Le due soluzioni – oltre a riconfermare compiutamente la correttezza della tesi, a consentire di sperimentare gli effetti di temperature e di tempi di congelamento differenziati e a permettere di raccogliere una imponente mole di dati sul mosto e sulle successive vinificazioni – consentirono ai tecnici Linde Gas di valutare la struttura più indicata per un processo così specifico. Da questa duplice esperienza è nato il primo impianto di produzione – non più sperimentale – con tecnologia Lin-Wine, installato presso la Cantina di Custoza, impianto che entrerà in funzione a pieno regime con la vendemmia 2005.

 

La tecnologia Lin-wine - Contatto

dott. Fabio Rolla
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